Roma - Nel cuore di Windows Vista si annida una vulnerabilità di sicurezza potenzialmente pericolosa. Ad annunciarne la scoperta è stato un gruppo di ricercatori della società di sicurezza austriaca Phion che, in questo advisory, ha pubblicato i dettagli della debolezza e del codice proof-of-concept.
Il bug, di tipo buffer overflow, è contenuto nello stack TCP/IP di Vista e, in particolare, nel componente Microsoft Device IO Control. Può essere innescato inviando speciali richieste all'API iphlpapi.dll che portano alla corruzione della memoria del kernel e generano un errore di sistema irreversibile (con la famosa schermata blu).
Thomas Unterleitner, uno degli scopritori della falla, ha spiegato che questa può essere sfruttata per celare rootkit e lanciare attacchi di denial of service. Ma la vera minaccia, secondo il ricercatore, è rappresentata dalla possibilità che qualcuno scopra come sfruttare il bug per eseguire del codice a distanza: un metodo, attualmente in corso di verifica, potrebbe essere dato dall'invio di pacchetti DHCP malformati verso un sistema vulnerabile.
Unterleitner precisa che gli exploit dimostrativi messi a punto con i suoi colleghi possono essere eseguiti solo da un utente locale che faccia parte del gruppo Administrators o Network Configuration Operators. Informata della vulnerabilità il 20 ottobre, Microsoft avrebbe programmato l'inclusione della patch in un futuro service pack di Vista: se in questo arco di tempo dovessero emergere exploit capaci di funzionare anche senza l'utilizzo di account con privilegi elevati, è assai probabile che BigM pubblicherebbe la patch in uno dei suoi tradizionali bollettini mensili di sicurezza
La presenza della falla è stata verificata in Windows Vista Ultimate SP1 ed Enterprise SP1, sia nelle versioni a 32 che a 64 bit. Il problema, secondo gli esperti di sicurezza austriaci, dovrebbe interessare anche tutte le altre edizioni di Vista.
Fonte: Punto Informatico
Link Diretto: http://punto-informatico.it/2484142/PI/News/nel-cuore-vista-un-bug-che-inquieta.aspx
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lunedì 24 novembre 2008
mercoledì 15 ottobre 2008
Una falla nei servizi online di Google

Le applicazioni online di Google sarebbero vulnerabili ad alcune tipologie di attacco.
Due esperti di sicurezza hanno spiegato che le applicazioni online di Google sarebbero vulnerabili ad alcune tipologie di attacco. GMail, ad esempio, porgerebbe il fianco ad un attacco di "frame injection": in questo caso un aggressore che riuscisse a mettere in pratica, con successo, l'attacco potrebbe divenire in grado di appropriarsi indebitamente delle credenziali di accesso di un qualunque utente.
Adrian Pastor, ricercatore di sicurezza che collabora con GNUCitizen.org, ha pubblicato un codice "proof-of-concept" capace di "inettare" un frame facente riferimento ad una pagina web esterna a Google (visualizzazione, ad esempio, di una pagina di login fasulla) sebbene la barra degli indirizzi del browser contenui a mostrare l'indicazione del dominio google.com.
Come spesso accade in questi casi, si ha a che fare con una "svista" nell'analisi del contenuto dei parametri presenti negli URL. Pastor ha pubblicato una dimostrazione, definita dal ricercatore "poco elegante", che sfrutta il servizio Google Images per mostrare una pagina di login Google GMail fasulla: inserendo username e password, questi verrebbero immediatamente carpiti dall'utente malintenzionato che avesse allestito una pagina web simile.
Secondo Aviv Raff, un altro ricercatore molto famoso per le sue scoperte nel campo della sicurezza informatica, il problema affliggerebbe molte applicazioni targate Google tra le quali Maps, Apps e News oltre ad Images e GMail.
Fonte: 01Net.
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