sabato 31 gennaio 2009

Volvo non frena sulla sicurezza


Un nuovo dispositivo ideato dalla casa automobilistica nordeuropea permette di ridurre le collisioni, anche a velocità minima

Roma - A discapito della crescente crisi economica che imbavaglia diversi paesi e diverse realtà in vari continenti, non rallenta il settore di ricerca volto a creare un nuovo e più sicuro modo di guidare. È in questo clima che Volvo mostra il suo ultimo ritrovato in materia, un dispositivo elettronico in grado di prevenire le collisioni agendo in maniera automatica sul pedale del freno.

Il sistema è stato battezzato col nome di City Safety e sarà installato sulla nuova XC60, SUV in miniatura prossimo al commercio che la casa produttrice acclama come "l'auto più sicura al mondo". Il dispositivo di sicurezza, montato sul parabrezza utilizza un raggio a infrarossi che viene proiettato in avanti per circa 5 metri e mezzo. Il resto del lavoro lo fa il computer di bordo il quale, in presenza di un altro veicolo, legge il segnale riflesso dalla carrozzeria o sulla targa ed attiva in maniera automatica il pedale del freno.

Il livello della frenata è stabilito a seconda della vicinanza e dell'andatura del veicolo che precede: appena questo viene individuato dal sistema, il computer di bordo inizia ad agire sui freni, mentre in caso di contatto imminente, blocca del tutto ed in maniera brusca l'auto, lasciando comunque all'utente il tempo di sterzare. Una scelta forzata, quest'ultima, ma quanto mai necessaria: secondo gli sviluppatori del progetto un sistema meno invasivo sarebbe stato forse scavalcato in maniera sin troppo facile dai guidatori.

In tutto questo l'utente non deve pensare che a guidare: il sistema fa tutto da solo, notificando le proprie azioni in tempo reale per mezzo di avvisi che appaiono sul display dell'auto. City Safety entra in azione anche se il veicolo procede ad una velocità minima: è sufficiente che l'auto si muova a 15km/h per far attivare il tutto. La parte più difficile, secondo Thomas Broberg, uno degli ingegneri a capo del progetto è stata non quella di far fermare l'auto, bensì quella di farla fermare solo quando necessario.

Per quanto sia innovativo, il sistema di Volvo sembra non mettere d'accordo proprio tutti: sino ad ora gli ideatori non hanno ben specificato come il sistema reagisce al fondo stradale reso scivoloso da acqua o ghiaccio o come si comporta in presenza di ingombri privi di una superficie riflettente. La speranza della casa automobilistica è quella di riuscire a dimezzare in maniera decisa soprattutto le collisioni a bassa velocità.

Inoltre un dispositivo simile potrebbe rivelarsi anche utile a livello economico: secondo le fonti citate dalla casa automobilistica, alcune compagnie di assicurazioni europee avrebbero manifestato l'intenzione di ridurre i premi assicurativi per i guidatori le cui auto saranno dotate di tali tecnologie. Strumenti che sono diventati sempre più numerosi e che sono destinati a comparire non solo sui modelli più costosi, ma anche su macchine di fascia inferiore.



giovedì 29 gennaio 2009

La lenta rivoluzione del WiMax ora gioca la carta del low-cost


Parte il 2 febbraio il primo operatore con licenza nazionale altre sono già in campo. Per soddisfare chi non ha banda larga. In ballo c'è una piccola fetta della popolazione italiana colpita dal digital-divide. Ed è subito battaglia dei prezzi

di ALESSANDRO LONGO

DAL 2 FEBBRAIO scende in campo il peso massimo del WiMax, tecnologia banda larga senza fili dalle molte promesse: l'operatore Aria (ex Ariadsl), con offerte a partire da 15 euro al mese, quindi molto aggressive. "Adesso il canone è ancora più economico: 10 euro al mese, in promozione per i primi tre mesi, ma credo che lo lasceremo così definitivamente", dice a Repubblica.it Mario Citelli, amministratore delegato di Aria.

Il suo arrivo è una svolta, nel panorama WiMax, perché è il solo operatore a essersi aggiudicato licenze per una copertura nazionale. Comincia dalla terra natia dell'Umbria, però, su 21 comuni. "Siamo un po' in ritardo sulla copertura, ma nemmeno troppo- dice Citelli. Già a febbraio copriremo qualche comune anche in Puglia, Toscana, Lombardia e Veneto. Dipende da quanto presto riusciremo a ottenere i permessi, per le antenne, dalle amministrazioni comunali".

A vedere le offerte, il WiMax si conferma una tecnologia dal doppio volto. Non solo serve contro il digital divide, per gli utenti non raggiunti dall'Adsl; ma è anche un'avversaria di quest'ultima e può essere una scelta interessante soprattutto per chi vuole abbandonare la linea telefonica tradizionale di Telecom Italia. E fare tutto, banda larga e telefonate, attraverso il wireless. L'offerta a 15 (o 10) euro al mese è più economica dell'Adsl di livello base, ma è più lenta (4 Megabit contro 7 Megabit al secondo). C'è poi un'offerta a 7 Megabit e a 20 euro al mese, per le famiglie, e una per le aziende (a 30 euro al mese), con banda garantita.

Per telefonare si può usare il servizio VoIP di una qualsiasi azienda (anche Skype). Da aprile, Aria avrà una propria offerta VoIP inclusa nel canone. Questa possibilità c'è già nel listino di Linkem, il primo operatore a lanciare il WiMax: "Per ora siamo a Brescia e a Bari, su una quarantina di comuni, e abbiamo circa mille utenti. Tra 15 giorni partiremo a Crotone, a fine febbraio in provincia di Latina, poi a Bergamo e a Verona", anticipa a Repubblica.it Davide Rota, amministratore delegato di Linkem. Le offerte partono da 20 euro al mese.

Idem per Freemax, altro operatore WiMax già partito, in Toscana, a Livorno, Pistoia, Camaiore, Piombino e Massarosa. Le offerte vanno da 19,89 euro al mese in su. Chiude il cerchio, di quelli che sono già partiti, Comeser, in provincia di Parma. Utilizza la rete di Retelit. Altre offerte fioccheranno nel corso dell'anno. Al varco c'è anche Telecom Italia, che da marzo userà il WiMax laddove non riesce a portare l'Adsl.

Questa rivoluzione annunciata sta procedendo quindi a passi più lenti del previsto: i comuni vengono coperti con il contagocce. Gli operatori devono fare i conti con i permessi delle amministrazioni comunali e con le aspettative di ritorno economico: non possono mettere antenne laddove sono pochi gli utenti interessati. Il punto è che gli spazi di mercato sono limitati: ormai solo il 2 per cento circa della popolazione non è coperto da Adsl e lo scontro è anche con altre tecnologie banda larga, come quella su rete mobile o l'Hiperlan (connessioni dette "pre-WiMax"), che ora hanno una copertura estesa su migliaia di comuni, con operatori come Ngi, Aemcom, la stessa Linkem, Multilink e altri. Ecco perché gli operatori WiMax hanno scelto la carta della banda low cost, per gareggiare in quest'arena affollata. Adesso la sfida sarà soddisfare le attese degli investitori.


lunedì 26 gennaio 2009

Oltre un miliardo di utenti navigano sul web

“Internet festeggia il superamento di un nuovo traguardo. Italiani al dodicesimo posto e Google al primo”

Internet festeggia un importante traguardo, il superamento del miliardo di utenti connessi. A rivelarlo una indagine di Comscore che comprende le sole connessioni realizzate da casa e dai luoghi di lavoro ma non quelle dai telefoni cellulari e dagli internet cafè registrate nel mese di Dicembre scorso.

I dati scendono anche molto nel dettaglio mostrando uno spaccato per regioni, con l´Asia-Pacifico che detiene il maggior numero di accessi (41%) grazie ai circa 180 milioni di utenti cinesi (17,8%) i quali superano anche gli utenti americani (16,2%). All´Europa spetta una fetta pari al 28% e all´Italia il 2,1%, cifra che la pone in dodicesima posizione. La prima Nazione europea in termini di accessi è la Germania con il 3,7%.

I numeri riportati da Comscore includono anche i siti maggiormente visitati. Al primo posto troviamo tutti quelli di Google con il 77% degli utenti (circa 778 milioni), poi quelli di casa Microsoft con il 64,2% ed al terzo posto i siti di Yahoo con una percentuale del 55,8%. Il primo sito di social network è Facebook con una fetta del 22%.

Fonte: DinoxPC

Link Diretto: http://www.dinoxpc.com/News/news.asp?ID_News=16119&What=&tt=Oltre+un+miliardo+di+utenti+navigano+sul+web

mercoledì 21 gennaio 2009

Il nanobot si muove nel sangue

Roma - Il 2029 si avvicina a grandi passi, e in attesa che si avverino le previsioni di Ray Kurzweil sull'uomo-macchina e la tecnologia auto-cosciente, la nanotecnologia sviluppa soluzioni potenzialmente in grado di rendere tali scenari qualcosa di molto più concreto di una trovata sci-fi cinematografica. Prendi il caso di Proteus, un nanomotore di nuova concezione che porta lo stesso nome del "sottomarino umano" di Fantastic Voyage ma è tutto fuorché fantascienza vintage.

Sviluppato presso la University of Monash in Australia da un team guidato dal professore associato James Friend, Proteus è la risposta alla difficoltà di miniaturizzare i motori elettrici convenzionali, che su scala millimetriche non sono in grado di fornire sufficiente energia ai dispositivi che dovrebbero almeno potersi spostare da un punto a un altro.

La tecnologia elettronica si è evoluta grandemente grazie alla miniaturizzazione, dice Friend, dando origine a "ogni sorta di sensori, LED, chip di memoria" e quant'altro. Storia del tutto diversa è quella dei motori, cambiati di poco rispetto a quanto "disponibile nel 1950" continua il ricercatore.

Proteus, che vorrebbe dare il via allo stesso avanzamento nanotecnologico che attualmente caratterizza i microchip ed gli altri apparati elettronici "statici", è un motore che sfrutta la capacità dei materiali piezoelettrici (come i cristalli) di espandersi o contrarsi in risposta all'applicazione di un voltaggio, a cui il team di Friend ha applicato una struttura a spirale che permette al micro-dispositivo di sviluppare movimenti rotatori.

È lo stesso principio utilizzato dai batteri con strutture a flagello, che in risposta a una pressione applicata alla loro base producono una forma a elica che spinge i microrganismi all'interno dei fluidi organici dell'ospite. Il prototipo realizzato in Australia è largo un quarto di millimetro, non esattamente un batterio ma sufficiente per ipotizzarne l'impiego in scenari quali interventi chirurgici all'interno del corpo umano senza la necessità di incisioni di sorta.

La forza di Proteus è la semplicità del principio su cui si il dispositivo si basa, una semplicità che fa il paio con gli altri avanzamenti nel campo delle nanotecnologie applicate alla medicina come nel caso delle "micropinze" realizzate presso la Johns Hopkins University, uno strumento chirurgico dalle dimensioni di un granello di polvere in grado di sezionare selettivamente un piccolo gruppo di cellule una volta iniettato nel corpo del paziente.

Per completare la funzionalità di un tale dispositivo per micro-biopsie interne l'elemento mancante è appunto un motore in grado di direzionare l'apparato senza l'obbligo di controllo diretto da remoto, una lacuna che potrebbe essere già stata colmata grazie al lavoro di Friend e colleghi.

Di: Alfonso Maruccia

Fonte: Punto Informatico

Link Diretto: http://punto-informatico.it/2529098/PI/News/nanobot-si-muove-nel-sangue.aspx

domenica 18 gennaio 2009

Google media tra le piattaforme di blogging


Un nuovo progetto opensource che mette a disposizione gli strumenti per migrare tutti i contenuti dei propri blog da una piattaforma all'altra.
Michele Nasi - www.ilsoftware.it

"Bloggers di tutto il mondo, Google desidera rammentare come i vostri blog siano i vostri dati".

E' questo l'incipit di un annuncio da poco apparso su Google Code. Dopo l'aggiunta in Blogger, il servizio per la creazione e la gestione di blog offerto dal colosso di Mountain View (acquistato nel 2002), di una funzionalità che consente l'esportazione dei dati, viene oggi varato il progetto "Google Blog Converters".

Il nuovo progetto opensource ha come obiettivo quello di mettere a disposizione gli strumenti per migrare tutti i contenuti dei propri blog da una piattaforma all'altra. La prima versione del prodotto fornisce le librerie Python ed una serie di script che offrono la possibilità di spostare i dati del blog tra le seguenti piattaforme: Blogger, LiveJournal, MovableType e WordPress.

Nel prossimo futuro, Google dovrebbe estendere il supporto a BlogML, formato XML aperto che consente di gestire la pubblicazione dei contenuti.

Fonte: 01Net.

lunedì 12 gennaio 2009

"Farà dimenticare Vista?" Windows7 scatena i blogger


A poche ore dal lancio del nuovo sistema operativo Microsoft si scatena la ridda di voci: "Più leggero e veloce del predecessore". Ma molti non si fidano...
di RICCARDO BAGNATO

MANCANO poche ore al lancio del nuovo sistema operativo firmato Microsoft - anche se in versione test - eppure blogger e appassionati rimangono sul chi vive. Certo, non manca chi tira un sospiro di sollievo dopo aver letto quanto ha dichiarato a Las Vegas l'amministratore delegato della società, Steve Ballmer, che, in occasione dell'annuale Consumer Electronics Show (CES) ha promesso "semplicità, affidabilità e velocità" per il nuovo prodotto. Eppure c'è chi sospetta sia ancora ancora troppo vicina la delusione subita dopo l'ultimo nato di casa Microsoft: "Vista". Un sistema operativo, quest'ultimo, lanciato con tutti i crismi, rivoluzione nella rivoluzione, ma da subito al centro di numerose polemiche per la sua lentezza, e criticato da utenti e mercato quasi si trattasse di un promesso enfant prodige incapace, però, di superare il più semplice esame di terza media.

Grande stampa alla corte di Windows. Di tutt'altra opinione il mainstream, ovvero i giornali online più quotati. Una dopo l'altra, le grandi testate internazionali si sono infatti messe in fila per anticipare l'evento. Il New York Times con una lunga intervista al funambolico Steve Ballmer, che ieri ha per l'appunto annunciato l'imminente uscita del nuovo Windows 7 in versione beta. Il Wall Street Journal online vi dedica la copertina, e così fanno la rivista Wired, la versione online del Guardian britannico, i siti di riferimento ZDNet, Computer World e il network Cnet, mentre in Italia, solo per citarne uno - PC Professionale - è uscito con 6 pagine di prova del nuovo sistema operativo.

Fine di un'epoca? Un dispiegamento di tutto rispetto, dunque, nomi importanti in campo, a poche ore dalla chiusura di un altro classico appuntamento annuale, il MacWorld Expo, dedicato questa volta al mondo Mac, che si è svolto a San Francisco dal 5 al 9 gennaio. E dove, però, per la prima volta a presentare i nuovi prodotti (pochi) non è stato il numero uno Steve Jobs, assente giustificato.


Una vera e propria manna dal cielo per alcuni osservatori. Che hanno sottolineato un cambio della guardia, avvisato sulla fine di un'epoca caratterizzata dal tramonto di due mitiche figure - guru, Steve Jobs e Bill Gates, veri e propri convitati di pietra del CES e del MacWorld: il primo per motivi di salute - si vocifera - e il secondo a seguito del suo strannunciato abbandono alla guida di Microsoft. Non più il "genio" che ha rivoluzionato e salvato la Apple, e nemmeno il re mida del personal computer a guidare le due storiche corazzate del software, Apple e Microsoft, e ad incitare le folle, ma volti "nuovi" e nuove strategie per il prossimo ciclo di innovazioni che investirà il mercato del software dei prossimi anni, e che, secondo Steve Ballmer, avverrà sotto l'insegna di Windows 7. Per il momento, però, una cosa è chiara a tutti: obiettivo principale del nuovo sistema operativo non è Apple, ma far dimenticare al più presto l'insostenibile pesantezza di Vista.

Cautela sul Web. Se un'epoca finisce, tuttavia, gli utenti non sembrano sicuri che una nuova era stia per cominciare. Diversamente da quanto stanno facendo le grandi testate online, esperti e blogger, oltre a scambiarsi le prime impressioni, trucchi e indirizzi sul nuovo sistema operativo, non sembrano infatti in fremente attesa del nuovo arrivato. Curiosi sì, tanto da improvvisare blog dedicati al nuovo gioiello di casa Microsoft come 7windows.blogspot.com, ma non certo in trepidante attesa. Colpiscono poi i silenzi di blog attentissimi al settore come All Things Digital o Techcrunch. Qualcosa si dice su istartedsomething, quasi nulla su Slashdot, mentre Silicon Valley Insider ironizza sulle date del "vero" rilascio di Windows 7. Tutti in attesa di vederci chiaro. Di capire se le promesse saranno realtà. O se, come per Vista, non sarà necessario munirsi di molta pazienza.
Così, sono ancora una volta gli articoli dei giornali online più noti ad attrarre, fra i commenti, infinite discussioni di una e dell'altra parte: di chi non aspetta altro, e di chi, deluso a suo tempo da Vista, non vuole rischiare un ulteriore mal di pancia. Per tutti gli altri, ben prima del via libera al download, previsto per domani da parte di Microsoft della versione beta di Windows 7, c'è chi lo ha già distribuito sulle reti P2P e quindi reso disponibile al mondo intero come spiega il blog Vincechiosa. Altra cosa certa è che, considerata l'accoglienza di Vista a suo tempo e le successive peripezie che quel sistema operativo ha vissuto nel corso della sua breve e accidentata vita, quello di Windows 7 non potrà essere che un successo. Forse. Una tempistica "quasi" perfetta. Fin qui tutto normale. O quasi. Se non fosse che - parola di Robbie Bach, presidente del settore entertainment & devices di Microsoft - Windows 7 è "assolutamente nei tempi previsti" (diversamente dal predecessore "Vista") e che - sebbene nulla di ufficiale sia ancora trapelato - il nuovo prodotto dovrebbe essere pronto sugli scaffali dei negozi a fine 2009 o inizio 2010. Quasi a dire: Microsoft è vivo è lotta insieme a tutti i suoi utenti, ingiustamente "umiliati" negli ultimi anni dal successo dei prodotti Apple, e soprattutto dalle performance viceversa non proprio entusiasmanti del sistema operativo Vista. Successore, questo, del sempreverde e tanto amato Xp.

E sebbene la crisi economica sia ormai entrata dalle porte di Wall Street sfondandole, e si sia ormai ben piazzata nel salotto bene dell'economia americana, a Redmond l'ordine sembra essere quello di non perdere la speranza e di sorridere ai fotografi, perché l'avversario - Apple - ha abbassato la guardia ed è arrivato il momento di colpire: "L'economia sta attraversando una fase di ristrutturazione - ha confermato Bach - nel breve termine stiamo affrontando tutto quanto necessario per emergere da questa ristrutturazione come società molto più forte e con una grande offerta di prodotti". Da domani sapremo se è vero.



giovedì 8 gennaio 2009

Facebook e' mania

Boom anche in Italia del social network ma Poste italiane lo ritiene una distrazione

(ITnews) - Roma - Facebook allarga i suoi orizzonti. Approdato in ritardo nel Vecchio Continente rispetto al resto del mondo, il social network nato per ritrovare i propri compagni di scuola è diventato una mania. Più in particolare, secondo ComScore, Facebook a giugno ha raggiunto la cifra di 132.105.000 utenti (considerando anche gli account doppioni e varie eventualità del caso), superando Myspace, con i suoi 117.582.000.

Ad agosto Facebook in Italia ha registrato 1.369.000 utenti unici con un incremento annuo del 961%: la traduzione in italiano e l'incremento della possibilità di agire quasi in tempo reale con i propri amici sono evidentemente fattori importanti nel Bel Paese, che si è aggiudicata così il primato nella classifica mondiale per incremento di utenti (+135%). Inoltre negli ultimi mesi, sono molti gli Italiani che cominciano ad addentrarsi nel mondo di Facebook, utilizzandolo ad un livello più ''alto'': è facile imbattersi in pagine di Gruppi, Iniziative di ogni genere e applicazioni, partorite da menti dello Stivale e soprattutto non solo in Italiano, ma anche in diversi dialetti: Il contagio è profondo.

Mark Zuckerberg papà del ''FacciaLibro'', appoggia l'evoluzione della sua creatura e voci non ancora confermate, anche se autorevoli come il New York Times, lo dichiarano deciso ad aggiungere un servizio di distribuzione e streaming musicale integrato in Facebook. L'Italia imprenditoriale, che parafrasando Beppe Grillo è sempre in "leggera controtendenza" invece, corre ai ripari verso questi sistemi di Social Network e Messaging come Msn dichiarandoli fattori di distrazione per i lavoratori perché secondo alcune statistiche i dipendenti sacrificano tempo al lavoro per aggiornare il proprio profilo o sfidandosi ai vari quiz, giochi e applicazioni varie che Fb offre.

In barba al recente studio che invece dimostra che l'attività di un social network potrebbe potenziare il lavoro degli utenti, aumentando la loro concentrazione ed evitare break vari durante la giornata, pare che Poste Italiane per esempio è già corsa ai ripari, filtrando tutti gli indirizzi "pericolosi" sui computer dei propri dipendenti.

Fonte: ITnews

Link Diretto: http://www.itnews.it/news/2008/1205172243817/facebook-e-mania.html

sabato 3 gennaio 2009

iPhone 3G: ecco come sbloccarlo definitivamente


“Si chiama yellowsnow il tool che permette di eludere la protezione Operator Lock dell´iPhone 3G”

E´ disponibile in versione 0.9.1 beta il primo software capace di bypassare la protezione dell´Apple iPhone 3G. Si chiama yellowsnow ed è stato realizzato dall´iPhone Dev Team, lo stesso gruppo di sviluppatori che era riuscito a capire come installare applicazioni non ufficiali sui dispositivi della mela (jailbreaking).

yellowsnow libera l´utente dalle restrizioni imposte dalla protezione Operator Lock del telefonino Apple. In questo modo potranno essere utilizzate SIM di qualunque operatore con la tranquillità di non dover sottostare a contratti poco convenienti. Ovviamente questo vale solo per quei telefonini acquistati con abbonamento mentre non serve nei casi in cui l´utente abbia deciso di comprare l´iPhone 3G senza blocco ai prezzi di 499 euro per la versione da 8GB o 569 euro per quella da 16GB.
Per sbloccare il telefono occorre semplicemente attivarlo con il Pwanage Tool e poi eseguire yellowsnow. Da quel momento in poi potrete utilizzare una qualunque SIM 3G. Tutti i dettagli ed i software necessari sono disponibili a questo indirizzo.

Fonte: DinoxPC

Powered By Blogger