lunedì 29 settembre 2008

Blue Gene accenderà la ricerca saudita

L'Arabia Saudita sta collaborando con IBM allo sviluppo di uno dei supercomputer più potenti al mondo, da mettere al servizio sia dell'industria petrolifera sia dei progetti scientifici. La speranza è attrarre cervelli da altre nazioni

Roma - L'Arabia Saudita è senza dubbio più famosa per i suoi giacimenti petroliferi che per l'industria hi-tech, ma i suoi monarchi stanno guardando avanti, investendo sempre più denaro nel settore scientifico e tecnologico. Una visione che presto porterà questo paese a dotarsi di uno dei supercomputer più potenti del pianeta.

Il calcolatore si chiamerà Shaheen, nome arabo del falco pellegrino, e sarà realizzato da IBM in collaborazione con l'università King Abdullah University, che diverrà anche la sede del monster di calcolo. Il supercomputer poggerà sull'infrastruttura tecnologica di Blue Gene/P, e sarà pertanto capace di scalare a potenze di calcolo nell'ordine dei petafLOPS. La prima versione di Shaheen "volerà" tuttavia più basso, superando di poco i 220 teraFLOPS: una velocità che oggi collocherebbe il sistema al quinto posto della classifica stilata da Top500.org.

La prima incarnazione del supercomputer arabo sarà costituita da 16 unità rack per un totale di 65536 core, ma nella stanza che ospiterà Shaheen c'è posto per 500 rack: sebbene difficilmente verrà mai raggiunto questo numero, la King Abdullah University ha in piano di potenziare il supercomputer già nel corso del prossimo anno, portandone eventualmente la capacità di calcolo oltre il petaFLOPS.

Shaheen verrà utilizzato per la ricerca petrolifera, ma la monarchia araba spera che il proprio super calcolatore possa anche fungere da richiamo per scienziati di ogni parte del mondo, Europa inclusa. L'Arabia Saudita culla l'ambizione di divenire un centro mondiale d'eccellenza per la ricerca scientifica, e per raggiungere questa meta ha intenzione di mettere a disposizione dei ricercatori stranieri strumenti e servizi di prim'ordine, a partire da alloggi, mense, sale conferenza, mezzi di trasporto ecc.

Fonte: Punto Informatico

Link Diretto: http://punto-informatico.it/2419485/PI/News/blue-gene-accendera-ricerca-saudita.aspx

venerdì 26 settembre 2008

Falso video hard di Barack Obama usato come esca per sottrarre dati bancari


Falsi messaggi e-mail invitano a visualizzare un video porno che avrebbe come protagonista il candidato alle elezioni presidenziali USA

(ITnews) - Roma - Un falso video hard di Obama si sta trasformando in un pericoloso attacco di phishing. Lo ha scoperto Sophos, società di sicurezza informatica, che mette in guardia gli utenti da messaggi e-mail non richiesti, riconducibili a una campagna di spam su vasta scala, che sostengono di contenere il link a un video per soli adulti in cui dovrebbe comparire Barack Obama.

A detta degli esperti di Sophos, i cybercriminali sono sempre pronti a cogliere al volo ogni opportunità di sguinzagliare malware, ed anche stavolta non si sono smentiti. Nel messaggio e-mail incriminato, gli utenti che cliccano sul link, infatti, non visualizzano il video del sex gate, ma scaricano sul computer un Trojan noto come Mal/Hupig-D, che consente agli hacker di accedere a informazioni riservate utilizzabili per commettere furti d’identità. Dall’analisi dei campioni intercettati da Sophos le mail sembrano provenire dall’indirizzo infonews@obama.com ed hanno come oggetto "Obama sex video!!!".

Il corpo del messaggio recita così: "Sensation!!! United States Senator for Illinois Barack Obama in 2007 was travel to Ukraine and have sex action with many ukrainian girls! You may view this private porno in a flash video. Download and view now. Please send this news to your friends! Obama it‘s not right choice!!!"

("Scandaloso!!! Il Senatore dell’Illinois Barack Obama, in viaggio in Ucraina nel 2007, ha avuto rapporti sessuali con molte ragazze ucraine! Potete visualizzare questo porno amatoriale in formato Flash. Scaricatelo e guardatelo subito. Inviate questa notizia agli amici! Obama non è la scelta giusta!!!") "

La campagna presidenziale statunitense sta entrando nella fase calda, quindi è probabile che questo malware sia il primo di una lunga serie di attacchi pensati per suscitare l’interesse delle vittime, inducendole a cliccare sul link contenuto nella mail ", ha dichiarato Walter Narisoni, Sales Engineer Manager di Sophos Italia. "Siamo dinanzi a uno stratagemma vecchio, ma collaudato, altrimenti i criminali informatici lo avrebbero già accantonato.

Raccomandiamo agli utenti di usare la massima prudenza nel controllare la posta e di non abboccare all’amo di un sedicente scandalo. Se ricevete una e-mail non richiesta simile a quella descritta sopra, è molto probabile che si tratti dell’ennesimo malware camuffato da video porno". Di solito, spiegano gli esperti di Sophos, in questo genere di attacco non viene mostrato alcun video. Gli utenti che cliccano sul link incriminato non fanno altro che installare un Trojan sul computer. In questo specifico caso, invece, gli utenti scaricano un file eseguibile che mostra effettivamente un video porno (sebbene il protagonista non sia Barack Obama), ma nello stesso tempo installano un codice maligno in background.

"Durante la riproduzione del presunto filmato porno amatoriale, il malware fa il suo sporco lavoro infettando il PC con uno spyware", ha spiegato Narisoni. "Un video del genere avrebbe vita breve su YouTube, ma se utilizzato in un attacco di malware potrebbe essere visto da migliaia o milioni di utenti in tutto il mondo". Sophos ha messo a disposizione dei propri clienti la protezione specifica contro Mal/Hupig-D già nello scorso mese di aprile. Sophos raccomanda agli utenti di altri prodotti di sicurezza di aggiornare regolarmente la propria soluzione.

Fonte: ITnews

mercoledì 24 settembre 2008

Google presenta G1, cellulare open


Un telefonino da modificare a proprio piacimento con i programmi che saranno realizzati dagli sviluppatori

Il Googlefonino esiste e Sergey Brin se lo coccola dicendo "Non vedevo l'ora di poter avere un telefono che posso modificare a mio piacimento, secondo le mie necessità, così come faccio con il mio computer".

Questa infatti è la caratteristica principale di G1 il cellulare della Htc che con T-Mobile è il partner di Google nel lancio di quello che sembra già essere un temibile concorrente dell'i-Phone di Apple. Un telefono aperto alle nuove applicazioni che si contrappone a quello molto meno open di Apple.

Una volta tanto non è Microsoft a doversi preoccupare delle mosse del motore di ricerca (anche se a Redmond tranquilli probabilmente non sono) che presenta un prodotto dotato di "touch screen" tastiera QWERTY, integrazione completa con i servizi di Google, compresi Google Maps Street View, Gmail, YouTube e altri. Per navigare si una trackball, un browser html, un client per la posta elettronica, e un client beta per Android. Non possono mancare 3G, Wi-Fi, Gps, una fotocamera da 3 megapixel con capacità di photo sharing, e bluetooth.

Non così trendy come l'aggeggino della Mela, G1 è disponibile in tre colori ha una scheda di memoria da 1 Gb (espandibile fino a 8 Gb) e supporta i principali servizi di messaggistica. Altri programmi per espandere le sue funzioni sarà possibile trovarli online. In dotazione c'è
un sistema di navigazione con foto di incroci e strade per migliorare l'orientamento, e un karaoke portatile che riproduce video e musica scaricabile da Youtube. Per utilizzare G1 bisogna avere un account su Google è possibile scaricare le canzoni da Amazon ed è possibile fare il copia incolla. Il prezzo? 179 dollari (circa 120 euro) per un contratto di due anni, ma per il momento (dal 22 ottobre) è disponibile solo negli Usa. A novembre dovrebbe essere il turno della Gran Bretagna e all'inizio del 2009 nel resto d'Europa.

Fonte: 01Net.


domenica 21 settembre 2008

Google: 400.000 cellulari Android entro fine 2008

“Grazie alla riconoscibilità del marchio Google, Android potrebbe avere vita facile”

Secondo alcuni analisti di settore, entro la fine di quest´anno saranno venduti circa 400 mila esemplari di telefonini basati sulla piattaforma Google Android raggiungendo così il 4% dell´intero mercato degli smartphone. Lo studio afferma che tale risultato è verosimile anche grazie al marchio Google ben riconosciuto dagli utenti finali.

Android sarà presentato al pubblico il 23 Settembre utilizzando il telefonino T-Mobile G1 (un HTC Dream rimarchiato) il quale dovrebbe essere venduto ad un prezzo di circa 200 dollari da T-Mobile USA al fine di restare competitivi con altri prodotti presenti sul mercato come l´Apple iPhone, il RIM Blackberry e così via.

Al momento sarà solo T-Mobile USA a fornire il prodotto ma Google spera nell´arrivo di altri carrier a stretto giro. Il T-Mobile G1 offre la possibilità di controllo via touchscreen, tramite una tastiera QWERTY nascosta o mediante una trackball; esso dispone di supporto alle reti Wi-Fi, antenna GPS integrata e connettore per microSD.

Fonte: Dinox PC

Link Diretto: http://www.dinoxpc.com/News/news.asp?ID_News=15236&What=&tt=Google%3A+400.000+cellulari+Android+entro+fine+2008

venerdì 19 settembre 2008

Social network boom ed è sorpasso sul porno


Lo rivela un'inchiesta condotta su oltre dieci milioni di utentiLa tendenza emerge anche dall'analisi delle ricerche su Google

Facebook e Myspace più attraenti di un sito porno, insomma meglio scambiarsi poke e richieste di amicizie che vedere un filmato hard. Questo il risultato di un'inchiesta condotta su più di dieci milioni di utenti statunitensi da Bill Tancer, direttore generale di Hitwise, importante agenzia di monitoraggio del web. La teoria è semplice: se siamo quello che clicchiamo allora basterà scoprire quali sono le parole più cercate nei motori di ricerca per capire quanto il mondo stia cambiando.
Negli ultimi venti anni la ricerca di parole legate al mondo della pornografia è scesa dal 20% al 10%. A contribuire all'abbassamento della media sarebbero stati in modo particolare i giovani. Gli utenti tra i 18 e i 24 anni sarebbero proprio loro i meno interessati al porno. Ma se i siti a luci rosse perdono il trono di sovrani della rete, chi dovrebbe prendere il loro posto? Secondo il guru del web Bill Tancer, a ereditare il primato sarebbero i social network. Primo tra tutti Myspace, seguito da Youtube e Facebook.

I dati deducibili da Google, il motore di ricerca più popolare al mondo, d'altronde confermano la teoria di Tancer e una rapida analisi dei risultati ottenuti comparando i termini sesso, porno, Myspace, Facebook e Youtube con il servizio Google Insight dimostra che l'interesse degli utenti per Myspace e Youtube ha superato negli ultimi quattro anni quello per sesso e porno. E in Italia? Sempre con l'aiuto del servizio Google Insight si scopre che dal 2004 ad oggi la parola Youtube si è letteralmente imposta sulle tendenze delle ricerche italiane, superando la parola porno nell'aprile del 2007.

Al di là dei trend registrati da Google, Bill Tancer, che ha pubblicato i risultati della sua ricerca nel libro Click: What Millions of People are Doing Online and Why It Matters, spiega così la curiosa inversione di tendenza: "Con l'aumentare del traffico dei social network, i visitatori dei siti porno sono diminuiti. Trascorrendo così tanto tempo fra Youtube e Myspace i più giovani non hanno altro tempo a disposizione per visitare anche i siti per adulti". Immediata però la rivolta del web, di quella fetta soprattutto che segue assiduamente il porno online. Le ragioni di questa capovolgimento degli interessi sarebbero ovvie, secondo i visitatori dei più popolari forum hot. Non è l'interesse nel porno ad essere scemato ma sono le modalità di accesso al porno ad essere cambiate. Mentre fino a dieci anni fa reperire materiale pornografico gratuito online era piuttosto difficile e prevedeva un'attenta selezione effettuata tramite i più popolari motori di ricerca del web, oggi il panorama del settore è radicalmente cambiato.

Vedere un video hot gratuitamente è diventato semplice, basta digitare l'indirizzo di uno dei tanti aggregatori di video o di immagini porno ed ecco servito il curioso. Senza dover filtrare e digitare le proprie preferenze, si aprono pagine dall'aspetto molto simile a quello di Youtube che forniscono una galleria dettagliatissima di materiale porno. Ma non solo. I social network rappresenterebbero per i giovani, proprio in quella fascia di età tra i 19 e i 24 anni, una forma più pulita di approccio alla rete. Genitori, docenti e datori di lavoro accettano più di buon grado che si visitino pagine come Facebook e Myspace piuttosto che siti con immagini erotiche. Un escamotage insomma, una forma per aggirare il problema e continuare comunque ad accedere a materiali pornografici tramite canali diversi. Inutile cercare "sesso gratis" su Google quando si può ottenere lo stesso risultato visitando il link consigliato da un amico su Facebook.

Naturalmente la ricerca di Tancer non si è limitata solo alla comparazione dei trend su sesso e social network, anche se questo risultato rimane il più interessante di tutto il lavoro. Curiosi sono anche gli altri dati emersi. Come ad esempio che la parola antidepressivi ha un picco crescente durante le festività del Thanksgiving, oppure che dopo il devastante uragano Katrina si è registrato un aumento della richiesta di informazioni relative al termine "tempeste tropicali". Interessanti anche i dati relativi alle elezioni americane: da quando è stata scelta la candidata repubblicana alla vicepresidenza della Casa Bianca, le ricerche per immagini collegate al nome Sarah Palin hanno registrato un incredibile picco. "Agli utenti - spiega Bill Tancer - non interessa conoscere la politica di Sarah Palin, ma vedere le sue foto. Lo stesso discorso vale per tutti i candidati alla Casa Bianca: la curiosità riguarda soprattutto le loro immagini e quelle dei loro familiari".

Di: BENEDETTA PERILLI


mercoledì 17 settembre 2008

Il MIT europeo apre i battenti


Roma - Gli intenti originali erano ambiziosi, puntavano a dar vita ad un nuovo polo della scienza europea, capace di innovazione e di spinte propulsive, di progetti e realizzazioni di altissimo livello. Invece EIT, acronimo di European Institute of Innovation and Technology, si dovrà accontentare di essere passacarte, coordinatore e propagatore di e tra i centri della ricerca europei, i labs, le università, le aziende private. In EIT si è tenuta nelle scorse ore la cerimonia inaugurale, che avvia formalmente la nuova struttura, celebrata comunque come l'inizio della riscossa per la ricerca continentale.

Invece dei due miliardi di euro di finanziamenti che la Commissione aveva proposto in origine, dopo lunghi mesi di trattative, EIT parte con una dotazione di 308 milioni di euro. Il suo livello di autonomia sarà senza precedenti assicura la Commissione, il che significa che ogni futuro denaro raccolto da EIT sarà dovuto alla capacità del suo management più che alla politica comunitaria. Un aspetto, questo, tutt'altro che secondario, non solo per le tasche dei cittadini europei ma anche e soprattutto per lo stimolo che può rappresentare per il management di EIT e i network di interessi che via via si costituiranno attorno ad esso.
In carico alla Board, dunque, vi sarà non tanto il ruolo di finanziatore di attività ed enti di ricerca quanto invece quello di ponte tra investitori pubblici e privati e scienziati: EIT, pur osteggiato dall'ostilità di chi teme che possa succhiare troppo dalle già scarse risorse per la ricerca europea, avrà il compito di scegliere e selezionare, proporre e propagandare, trasformarsi in un acceleratore della ricerca attraverso un miglior coordinamento e una capacità, che dovrà dimostrare sul campo, nonostante l'esiguità dei fondi, di vedere lontano e puntare le sue poche fiches sul colore vincente.
Al centro dello statuto di EIT c'è naturalmente l'innovazione tecnologica che verrà perseguita non in modo diretto ma attraverso quelle che sono state definite Comunità della Conoscenza e dell'Innovazione, in buona sostanza reti di aziende, centri di ricerca, laboratori privati e universitari, network coordinati verso obiettivi comuni, il cui lavoro potrebbe beneficiare di una ottimizzazione e di una propulsione che EIT potrebbe riuscire ad infondere.

Il condizionale è d'obbligo, vista la difficoltà con cui EIT è nato e le risorse di startup. Eppure potrebbero crescere se l'Institute di Budapest riuscirà a coinvolgere le imprese come spera, non necessariamente solo le più grandi, ma tutte quelle in cui si "cova" innovazione. Le imprese europee - è stato detto alla cerimonia inaugurale - avranno molto da guadagnare nel partecipare nei progetti EIT, nell'infondere non solo denaro ma anche conoscenza: potranno utilizzare i frutti dell'innovazione, potranno muoversi per primi su nuovi mercati e concorrere al meglio con i competitor internazionali, che è poi lo scopo finale dell'intera operazione.

La sensazione che si tratti dell'ennesimo carrozzone succhiadenaro l'hanno avuta in molti ed è anzi questa percezione ciò che per lungo tempo ha rallentato la nascita di EIT, che pure avrebbe potuto beneficiare da una visione più coraggiosa, ma evidentemente troppo complessa per un mondo della ricerca così frastagliato come quello europeo, scosso anche da interessi economici talvolta contrastanti. Ad ogni modo ora la board, la commissione che dovrà guidare lo sviluppo di EIT e delle sue attività, è ufficialmente insediata e l'ottimismo in queste ore è alle stelle: molti esponenti comunitari hanno dichiarato di attendersi molto da EIT. La prima scadenza tra tre anni: entro il 2011 EIT dovrà presentare alle istituzioni comunitarie un progetto settennale che al centro dovrà porre l'accelerazione sul fronte dell'innovazione tecnologica.

lunedì 15 settembre 2008

Conto alla rovescia per OpenOffice.org 3.0

Il lancio dell'attesa terza versione di OpenOffice.org è previsto entro la fine del mese di Settembre.

Tre milioni di download nel corso del 2008 è l'importante traguardo che la suite per l'ufficio OpenOffice.org ha raggiunto il giorno del rilascio della prima release candidate della versione 3.0.
Il team di sviluppo di OpenOffice, dopo aver seguito tutto il processo di localizzazione, si sta occupando dei test di assicurazione della qualità. PLIO, Progetto Linguistico Italiano OOo, associazione che raggruppa la comunità italiana dei volontari che sviluppano, supportano e promuovono la suite opensource, ricorda che secondo quanto riportato da Secunia (ved. questa pagina), OpenOffice.org sarebbe da diversi anni la suite di produttività per l'ufficio che registra il minor numero di vulnerabilità.

E' con questo biglietto da visita che ci si prepara per il lancio dell'attesa terza versione di OpenOffice.org, previsto entro la fine del mese di Settembre. In fase di preparazione la sesta OOoConference conferenza internazionale che si terrà a Pechino dal 5 al 7 Novembre. Da parte sua PLIO, in ambito locale, organizzerà una OOoConference subito dopo il lancio di OpenOffice.org 3.0.

Fonte: ITnews
Link Diretto: http://www.01net.it/01NET/HP/0,1254,0_ART_91841,00.html?lw=10000;2

domenica 14 settembre 2008

India, suoneria per cellulari diventa il mantra del sesso sicuro

Canta “profilattico, profilattico e profilattico” ed è stata scaricata da 270mila utenti in poche ore

(ITnews) - Roma - Tutti pazzi in India per una nuova suoneria per cellulari che recita "profilattico, profilattico e profilattico", una sorta di mantra del sesso sicuro. In poche ore questa suoneria è stata scaricata da 270mila utenti del web. E’ quanto hanno riferito gli organizzatori della campagna informativa legata alla suoneria, promossa dal World Service Trust della Bbc. Il sito web http://www.condomcondom.org, dove è possibile ascoltare e scaricare la suoneria, ha già registrato 2 milioni di click. Va ricordato che in India, i pregiudizi associati sul sesso costituiscono uno dei più difficili ostacoli da superare per diffondere le campagne di prevenzione contro l’Aids.

Fonte: ITnews
Link Diretto: http://www.itnews.it/news/2008/0912184412304/india-suoneria-per-cellulari-diventa-il-mantra-del-sesso-sicuro.html

giovedì 11 settembre 2008

Vernice autopulente, al titanio

Roma - Nanotecnologie per le vernici? Certamente. Ma stavolta non per bloccare il blablabla dei cellulari, ma per mantenere gli ambienti sterili, al semplice tocco di un interruttore che accenda la luce.

Questo uno dei progetti emerso al Trinity College di Dublino, in occasione del meeting autunnale della Society for General Microbiology: le nuove pitture in esame contengono minuscole particelle di biossido di titanio, una sostanza spesso impiegata per sbiancare al massimo le normali vernici.

Gli scienziati hanno scoperto che inserendo nella vernice frammenti infinitesimali - veri e propri nanoframmenti - di biossido di titanio, questa diviene capace di uccidere i batteri nel momento in cui gli si fa assorbire radiazioni UV dal sole. Di fatto, spiega Physorg, l'operazione fa produrre particolari molecole attive che (auto)puliscono le superfici verniciate.

"La cosa migliore sarebbe se il titanio fosse antibatterico alle lunghezze d'onda della luce ambiente, come quella fluorescente, così che tali vernici possano essere impiegate in ospedali od altri ambienti dove la pulizia estrema è importante", ha detto Lucia Caballero, della Manchester Metropolitan University. "Abbiamo rilevato che vernici con maggiore concentrazione di biossido di titanio hanno altrettanto maggiore efficacia nel contrastare l'Escherichia coli, che è un batterio risultato morto già alla semplice esposizione alla luce fluorescente".

Vi sono però altri componenti spesso presenti nelle vernici - illustra il New Scientist - che se presenti possono incidere sull'efficacia, diminuendola sino all'80 per cento. E uno di questi, il carbonato di calcio, è presente molto spesso.

Per mantenere l'efficacia battericida, dunque, i ricercatori stanno tentando di alzare la percentuale di biossido di titanio e rimuovere gli eccipienti: ma "non è così semplice", precisa Caballero. Ad esempio, la reattività generata dall'esposizione alla luce non distingue tra batteri ed altre sostanze: attacca e disgrega, tra gli altri, anche l'emulsionante acrilico dei composti vernicianti.

Proprio su questo aspetto sta proseguendo lo studio dei ricercatori di Manchester, cioè cercare di rendere l'azione del composto più "selettiva". Uno studio atteso da molte realtà, prime tra tutte le strutture cliniche, che vedrebbero enormemente facilitato il già arduo compito di mantenere gli ambienti il più sterili e puliti possibile.

Scritto Da: Marco Valerio Principato
Fonte: Punto Informatico
Link Diretto: http://punto-informatico.it/2401152/PI/News/vernice-autopulente-al-titanio.aspx

martedì 9 settembre 2008

Il papà dell'iPod? E' inglese

Kane Kramer, 52 anni, depositò la sua invenzione ma non avevai soldi per il rinnovo. E tutto divenne di pubblico dominio

Apple ora riconosce il suo "contributo". Ma solo per interesse


LONDRA - Ogni minuto, al mondo, si vendono 100 iPod. Il gadget musicale cult targato Apple ha fruttato alla casa madre miliardi di dollari, eppure il suo inventore non ha visto neppure un penny. Il vero papà del popolarissimo mini lettore di file musicali è Kane Kramer, un inglese che ha lasciato la scuola a 15 anni e oggi, a 52 anni, è costretto a vivere con moglie e figli in una casa in affitto dopo aver dovuto vendere quella di proprietà per difficoltà economiche.

Il brevetto. La sua invenzione risale al 1979. La colpa? Non essere riuscito a mettere insieme nel 1988 le 60mila sterline necessarie a rinnovare il brevetto per tutelare la sua creatura. Che, quindi, divenne di proprietà pubblica. L'idea dell'iPod, che Kramer aveva chiamato IXI, risale al 1979. Allora in un singolo chip riuscivano ad entrare tre minuti e mezzo di musica, ma Kramer era - giustamente - convinto che la capacità potesse migliorare notevolmente. Brevettò in tutto il mondo la sua scoperta e mise in piedi una società per sviluppare l'idea. Ma nel 1988, racconta il Daily Mail, dopo la rottura del board, non riuscì a racimolare la cifra necessaria a rinnovare il brevetto. Il resto è storia, a diversi zeri.

Il riconoscimento. Ora anche Apple riconosce la paternità dell'invenzione in base a nuovi documenti depositati per una causa legale, ma ill gesto non è motivato solo da onestà intellettuale. La casa di Cupertino ha pagato la trasferta di Kramer in California perché testimoniasse durante una disputa in tribunale che la vede opposta a Burst.com, altra azienda che sostiene di possedere il brevetto per la tecnologia dell'iPod e chiede quindi ad Apple una consistente fetta dei profitti miliardari.

In questa battaglia miliardaria c'è finito di mezzo Kramer, il miglior testimone possibile per affermare la reale paternità del lettore mp3 più famoso del mondo. Il vero papà dell'iPod, che vanta 163 milioni di pezzi venduti dal suo lancio nel 2001, si è dovuto accontentare del biglietto aereo e del soggiorno californiano pagato dalla società di Steve Jobs, in favore della quale ha fornito una testimonianza di oltre 10 ore. Ironia della sorte la Apple, con un gesto non proprio elegante, ha provveduto a regalare un iPod a Kramer: peccato che dopo solo otto mesi questo si sia rotto.

La speranza dello sfortunato inventore inglese è che la casa di Cupertino, passata la paura per la causa contro Burst.com, si dimostri un po' più generosa nei confronti di chi la ha, involontariamente, resa ancora più ricca.

Fonte: Repubblica.it
Link diretto:
http://www.repubblica.it/2005/b/sezioni/scienza_e_tecnologia/mondomac/ipod-invenzione/ipod-invenzione.html

domenica 7 settembre 2008

OLPC, Amazon vende XO a prezzo doppio

Il subnotebook per i paesi in via di sviluppo approderà presto nei capaci canali di vendita dell'e-seller più noto
Roma - Nel tentativo di guadagnare terreno su una concorrenza sempre più agguerrita, i promotori del laptop low-tech sviluppato da OLPC sono alla ricerca di nuovi canali di distribuzione in grado di rispondere adeguatamente al richiamo filantropico di Nicholas Negroponte. Da novembre XO verrà dunque venduto su Amazon, secondo la formula già usata l'anno scorso del Give 1 Get 1 con cui unire la beneficenza alle necessità del business.

Gli acquirenti di XO, dice il direttore generale per l'Europa, il Medio Oriente e l'Africa Matt Keller, pagheranno un prezzo sostanzialmente doppio per contribuire alla spedizione di un laptop nei paesi in via di sviluppo, finanziando nei fatti l'operazione di sussidio.

Si prevede che l'iniziativa sarà di corto respiro, con una disponibilità online del laptop da novembre sino alla fine di dicembre. Una sorta di "toccata e fuga" che nelle intenzioni dovrebbe nondimeno aiutare grandemente la visibilità e le sorti finanziarie di XO, considerando la posizione privilegiata che Amazon può vantare nel settore dell'e-commerce.

"Siamo un piccolo gruppo di persone" ha dichiarato Keller in merito all'accordo con Amazon. Fondata nel gennaio 2005, l'organizzazione non profit One Laptop Per Child ha potuto inizialmente contare sul supporto - evidentemente non solo morale - di AMD, eBay, Google, News Corp., Red Hat e altri.

La precedente iniziativa Give 1 Get 1 ha totalizzato circa 83.500 acquisti/donazioni, sebbene si siano registrati problemi per il rispetto delle consegne nel 10% dei casi. Se OLPC non si sarà adeguatamente preparata, l'entrata in gioco di Amazon potrebbe esacerbare ulteriormente le difficoltà nella produzione e nella distribuzione di XO.

Scritto da: Alfonso Maruccia

Fonte: Punto Informatico
Link Diretto:http://punto-informatico.it/2394544/PI/News/olpc-amazon-vende-xo-prezzo-doppio.aspx

sabato 6 settembre 2008

Microsoft al lavoro sui tempi di avvio di Windows 7

“Per Windows 7 i tempi di avvio sono diventati molto importanti: boot in meno di 15 secondi”

Microsoft sta procedendo con lo sviluppo del suo nuovo sistema operativo Windows 7 e per esso si è posto alcuni obiettivi quantomeno interessanti. In particolare il big di Redmond afferma di aver preso seriamente la questione dei tempi di avvio del sistema operativo per i quali vorrebbe essere certa di non andare oltre i quindici secondi:

For Windows 7, we have a dedicated team focused on startup performance, but in reality the effort extends across the entire Windows division and beyond. Our many hardware and software partners are working closely with us and can rightly be considered an extension to the team.Startup can be one of three experiences; boot, resume from sleep, or resume from hibernate. Although resume from sleep is the default, and often 2 to 5 seconds based on common hardware and standard software loads, this post is primarily about boot as that experience has been commented on frequently. For Windows 7, a top goal is to significantly increase the number of systems that experience very good boot times. In the lab, a very good system is one that boots in under 15 seconds.

Purtroppo i sistemi operativi Windows sono da sempre stati affetti dal problema di un aumento continuo del tempo di caricamento a seguito del loro utilizzo. Il punto che l´utente aggiunge software, drivers e applicazioni che richiedono tempi di caricamento ed inizializzazione che vanno a sommarsi a quelli degli altri componenti.

Michael Fortin, ingegnere presso Microsoft al lavoro sul progetto dice che i tempi di avvio sono molto importanti per rendere migliore l´esperienza dell´utente ma allo stesso tempo essi dipendono fortemente dall´hardware sottostante. Non è possibile perciò dichiarare un esatto tempo di avvio del SO ma solo dare degli obiettivi statistici: cercare di far avviare Windows 7 entro 15 secondi sul maggior numero di sistemi possibile.

Il team di sviluppatori creato per gestire questa problematica si concentrerà sul rendere più efficienti le procedure di avvio, inizializzazione dei driver scelta dei servizi realmente necessari.

Windows 7 dovrebbe arrivare nel 2011 dunque non è eccessivo pensare che Microsoft possa riuscire nel suo intento anche senza troppi sforzi se per allora ci sarà una diffusione capillare dei nuovi sistemi di memorizzazione come quelli SSD. A questo va aggiunto che fra 3 anni i componenti hardware avranno fatto molti passi avanti, allo stesso modo di un PC di fascia media.
Maggiori dettagli sono disponibili a questo indirizzo.

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